Germogli di Soia

Stevia rebaudiana

L’anno scorso al VegFestival a Torino, l’ultimo giorno, dopo l’ultimo incontro, dopo aver comprato un mucchio di cose, partecipato a molti workshop, visto documentari, parlato con tanta gente, mi sono soffermata allo stand dell’azienda agricola Piante Innovative di Chieri (TO). C’erano piante particolari di cui non ricordo i nomi, tutte commestibili comunque, e in mezzo a queste c’era la Stevia.

Cos’è la Stevia?E’ un piccolo arbusto originario del Sud America. Le sue foglie sono molto dolci e viene principalmente usata come dolcificante. Il problema è che, almeno in Italia, è illegale vendere dolcificanti a base di Stevia perchè sono stati effettuati studi che affermano che il consumo di questa pianta potrebbe avere effetti dannosa sulla salute. La Stevia però è usata ormai da centinaia di anni in Sud America e da anni in Giappone è la componente zuccherina della diet coke. Già, perchè la Stevia è a calorie zero e non ha un impatto glicemico. Inoltre non caria i denti anche se il suo potere dolcificante è nettamente superiore a quello dello zucchero.

Come e dove posso coltivare la Stevia?Praticamente ovunque. Io la coltivo sul balcone e necessita di ben poche cure, anche quelli veramente negati per il giardinaggio possono avere una Stevia e mantenerla in vita. L’importante è evitare i ristagni d’acqua. Cresce molto e nel giro di poco tempo.
Appena portata a casa ho travasato la mia pianta in un vaso di 30 cm di diametro e l’ho innaffiata spesso. Ho raccolto le foglie dopo la fioritura, quindi a novembre.
Non ho usato concimi per adesso, ma in caso userò del compost, visto che poi la dovrò mangiare 🙂

Come si utilizzano le foglie zuccherine?Io le uso fresche (ogni tanto mastico qualche fogliolina) ma soprattutto secche. Le raccolgo dopo la fioritura, anche se il potere dolcificante è massimo alla fine di agosto, e le faccio seccare. Una volta secche posso conservarle in un barattolo a chiusura ermetica. Per preparare l’estratto liquido ho essiccato le foglie (all’aria ma non al sole) e le ho messe in infusione nell’alcool alimentare a 95°. Dopo 2 settimane di infusione in un barattolo a chiusura ermetica ho filtrato il tutto e ho fatto stringere l’alcool aromatizzato sul fuoco, così da far evaporare la parte alcolica e rendere l’estratto più dolce.
Come sapore, la Stevia non è il massimo, almeno secondo i miei gusti, ricorda un pò la liquirizia. Non dolcifica solo, ma dà un leggero sapore al cibo a cui si aggiunge. Io ho preparato l’estratto l’anno scorso, ma non sono del tutto contenta per via del sapore, ma solo quando lo assaggio da solo. Lo uso comunque quando faccio ad esempio il gelato o il budino. Di solito per dolcificare 300g di composto aggiungo un cucchiaio di estratto di Stevia, ma assaggio sempre per sicurezza.
Quest’anno ho raccolto le foglie, le ho fatte seccare e le ho messe in un barattolino. Così le posso, ad esempio, sbriciolare nel tè (anche se la maggior parte delle volte il tè lo prendo non dolcificato), sul fondo poi rimarrà il residuo, perchè essendo foglia non si scioglie in acqua.

Errori: quest’estate ho lasciato in affidamento la mia Stevia perchè non potevo occuparmene. E’ stata innaffiata troppo e si è spenta lentamente, fino a quando l’ho liberata dalla terra bagnata in eccesso. Ho notato che il terriccio nonostante non fosse bagnato da tempo rimaneva comunque molto molto umido, credo quindi di aver sbagliato tipologia, in primavera vedrò di cambiare la terra con una drenante. Ho liberato la parte superiore delle radici dalla terra cercando di farle respirare un pò. In poco si è ripresa, gettando nuovi rametti e nuove gemme, ma il freddo è sopraggiunto e non sono riuscita a farle fare i semi nè a raccogliere altre foglie.

Mantenimento: il primo inverno è andato bene, ho messo il vaso in un armadietto da balcone minimamente aerato. A marzo ho iniziato a innaffiare e subito è rinata. Da pochi giorni è in letargo e sta nella mia nuova serra da balcone, anche se solo nelle ore serali. Vorrei anche pacciamare il vaso, ma non riesco a trovare qualcosa di adatto.

Coltivo e mangio Stevia in tranquillità, non m’interessano gli studi condotti, anche perchè diversi stati permettono l’assunzione di dolcificanti di Stevia e che io sappia nessuno è stato male. Ma anche se fosse, preferisco intossicarmi con un vegetale piuttosto che con un prodotto sintetico come lo zucchero.

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3 pensieri su “Stevia rebaudiana

  1. Danilo in ha detto:

    La mia Stevia è sopravvisuta al primo inverno (grazie alla cure di mia mamma, che ha il pollice più verde del mio), ma ora sembra stia soffrendo parecchio. Che cosa vuol dire pacciamare?

    • Ora fa troppo freddo per lei. Io l’ho tagliata a novembre e l’ho messa a riposo per l’inverno. Poi spero rispunterà verso marzo/aprile. Probabilmente è per quello che non sta bene.
      La pacciamatura è una copertura del terreno con materiale organico. Si può usare paglia (la paglia sono steli e foglie dei cereali, tagliati e fatti seccare; il fieno è erba tagliata e fatta seccare. Il fieno non va bene se è stato tagliato dopo la fioritura perchè potrebbe contenere semi che una volta trovato l’alloggiamento potrebbero germogliare dando vita ad infestanti), foglie secche (NO castagno, perchè rende il terreno troppo acido, NO aghi di pino per lo stesso motivo), cppato (corteccia sminuzzata), addirittura lana o paradossalmente capelli.
      Io sono andata nel bosco e ho preso qualche sacchetto di foglie di quercia (a quanto pare il Piemonte è pieno pieno di castagni) e le ho sparse sopra i vasi creando uno strato che con il tempo si biodegrada e dà materia organica. A Natale a casa mia si usano molte noci, ho raccolto i gusci, li ho spezzettati un pò con le mani e li ho messi sui vasi. I tempi di decomposizione sono moooolto lunghi, ma almeno coprono la terra.
      La pacciamatura serve per evitare che si formi la crosta, cioè che il sole secchi i primi centimetri di terreno e quindi si faccia poi fatica a irrigare e a far passare la sostanza organica. E poi serve anche a mantenere la temperatura costante e a tenere più umido il terreno. Quindi meno innaffiature perchè il terreno si acchiappa tutta l’acqua che gli dai e meno sbalzi termici che potrebbero essere dannosi per il sistema radicale.

      • Danilo in ha detto:

        Ah, che ficata! Grazie della spiegazione. Ora devo convincere mia madre a pacciamare! XD

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