Germogli di Soia

Un posto meraviglioso: il Parco dell’Abatino

Sono stata via 4 giorni.
Sono tornata in Sabina, in provincia di Rieti. Io adoro quella zona. Ho sempre associato il Lazio a Roma e invece no. Roma è bellissima, ma il Lazio è un’altra cosa. Il Lazio (alcune zone) è qualcosa di meraviglioso. E in particolare la Sabina. Ho molti ricordi di quei luoghi, ci ho passato tanto tanto tempo negli ultimi anni. Ma era da un anno che non ci tornavo e a parte il mal di stomaco da “oddio forse mi manca ma è meglio così”, sono molto contenta di essere stata in altri luoghi lontano da quella città che per me è piena di ricordi.
Ora i nuovi ricordi sono pieni di verde, pieni di boschi, pieni di ulivi.

Sono andata a trovare Elena con Laura. Elena ora sta scrivendo la tesi presso il Parco dell’Abatino. Io avevo già visto dei primati, al bioparco di Roma. Ma all’epoca ero zero sensibile, mi piacevano gli animali ma niente di che. Stavolta invece è stato tutto molto devastante a livello emotivo. Il parco è MERAVIGLIOSO, pienissimo di piante, pienissimo di alberi. I recinti e la vegetazione si fondono perfettamente, creando, probabilmente solo nella mia testa, un ambiente quasi tropicale.

Il Parco dell’Abatino è un centro di recupero di fauna selvatica ed esotica, si trova a Poggio San Lorenzo (in provincia di Rieti) tra gli uliveti e il bosco. Il centro è di proprietà della famiglia De Marco, persone molto carine, molto gentili, lui è un biologo evoluzionista ed insieme alla moglie insegnava all’università. Il Parco esiste da 30 anni ed è cresciuto nel corso del tempo fino ad ospitare, ad oggi, linci, lama, gufi, macachi, cebi, asinelli, daini, volpi, maiali. C’è un po’ di tutto.

Appena entrati si viene accolti subito da meravigliosi cagnoloni sbavuscianti (i S Bernardo sbavano che è una meraviglia, ma sono bellissimi) e da versi di simpatici volatili. Ho visto un ara Ara macao. Sono enormi. Poi dopo vario verdume ci si trova davanti ad un altro cancello con ai lati due recinti con i cebi dai cornetti Cebus apella. Sono delle scimmiette originarie del Sud America. E sono piccole e bellissime. Non le avevo mai viste, ma sono uno spettacolo. Sono meravigliose quando porti loro da mangiare in una cassetta e loro arrivano a prendersi i vari pezzi di melone o banana. Oppure quando prendono pezzi di cocco e li battono sui tronchi per levarne la polpa. Oppure semplicemente quando usano la loro coda prensile.

Dietro i cebi c’è un recinto che il pubblico non vede. A me ha portato Elena, che vive ormai dentro il parco. E non si vede per un semplice motivo, il suo abitante è aggressivo. Cattivik è una bertuccia Macaca sylvanus che ha grossi problemi psicologici, ha forti crisi, si picchia da solo, minaccia tutti in continuazione. E’ molto deprimente vederlo così, perché questi problemi derivano dal fatto che lui è cresciuto in casa, con umani.

Continuando lungo il vialetto visitabile c’è il gufo Asio otus a destra e i cebi cappuccini Cebus capucinus a sinistra. Ce ne sono tre, di cui uno, il padre, è senza un braccio e ha il viso paralizzato a metà. Sperimentazione.
E poi c’è il cercopiteco verde Chlorocebus pygerythrus. Ha le palle blu. Mi hanno ricordato il colore dei miei capelli quando li ho tinti in seconda superiore (non tutti). Sono veramente blu.
E mentre si cammina per vedere altri recinti ci sono gli animali da fattoria che prendono il sole o l’ombra a seconda di quanto fa caldo. E insieme agli asinelli Equus asinus e ad Arcibaldo il cinghiale Sus scrofa supersimpatico che vuole i grattini, compaiono i wallaby e gli emù Dromaius novaehollandiae. Sulla destra compaiono invece i recinti di alcuni primati. Ci sono dei Macaca tonkeana, Greg il capo di un branco ha ben 18anni. Ci sono se non sbaglio 3-4 gruppi di tonkeana.
Io ho lasciato il mio cuore ad una bertuccia Macaca sylvanus. Si chiama Gaetano. E’ stato sequestrato ad un mafioso, e infatti anche il suo comportamento rispecchia un po’ quello del vecchio proprietario. Ma con me è stato amore a prima vista. Gaetano ti amo!Gli davo le noccioline e lui si appoggiava alla grata per farsi accarezzare. Ovviamente mi sono solo osata a sfiorargli il pelo con il palmo della mano stando attenta a non attacarlo troppo alla grata. Per quanto  lui fosse così carino e così bello, è pur sempre un animale selvatico e oltretutto non può essere così sano mentalmente dopo aver vissuto per anni con un mafioso.
Insieme a Gaetanuzzomiobello stavano anche un paio di Macaca fuscata, ma ci hanno minacciate subito. Sono quelli giapponesi che stanno a mollo nell’acqua calda. Hanno davvero il muso rosso rosso.
Tra Gaetanuzzomiobello e un altro gruppo di bertucce c’è il recinto di Renè. Non credo di aver mai visto una volpe Vulpes vulpes viva, le ho sempre viste spiaccicate per strada o uccise da mio nonno o miei zii perché avevo provato ad entrare nel pollaio. Ma la volpe è bellissima. Anche se Renè ha la rogna rossa è molto bella, ha un musetto molto simpatico. E poi è così amichevole…

E poi…eh…poi c’è quella che mi ha rubato il cuore e che mi ha fatto piangere e quando ci penso sto male. Lei è Siri, una gibbona dalle mani bianche Hylobates lar. Siri ha vissuto in simbiosi con la moglie dell’ambasciatore coreano. Inizialmente sono stati in Corea e poi sono venuti in Italia, e quando questa donna è morta Siri è stata portata al parco. Non ha contatti con nessuno, è decisamente aggressiva, non fa avvicinare nessuno (a parte Renè ogni tanto). I gibboni fanno vita di coppia ma lei è da sola, non vuole nessuno e non ci sono altri gibboni. E in più piange. Ed è un lamento straziante. A me ha colpito particolarmente e non riuscivo a sentirla senza star male. Però quando si muove è poesia pura. Si muove per bracheazione sulla rete e sui tronchi, avanti e indietro e intorno al recinto per tutto il giorno. Ed è veramente poetico guardarla. Stavo diversi minuti a guardarla ogni volta che passavamo di là. E’ un movimento affascinante.

E mentre guardavi i primati, capitava di incrociare Macaca fascicularis liberi, che gironzolavano per i rami degli alberi e a volte venivano anche a rubarti le noccioline 🙂
Sono scimmiette piccoline, originarie del Sud Est Asiatico.
Ci sono altre fascicularis che il pubblico non vede. Sono le scimmie che ci hanno minacciato di più. Mi si è spezzato il cuore. E poi mi è salita la rabbia e la frustrazione. Sono 13 individui tutte femmine, le bambine, un po’ deformate, tutte tatuate. Hanno un numero che le contraddistingueva quando erano chiuse in un laboratorio di sperimentazione. Sono state liberate dall’associazione Vita da Cani Onlus e donate al parco. Qui maggiori info.

Con vita simile alle bambine ci sono Castore e Polluce. Sono due Macaca rhesus (quelli su cui si è scoperto per primi il fattore Rh del sangue). Ma sono irriconoscibili. Castore è ENORME che sembra una bertuccia Macaca sylvanus come dimensioni. Polluce sembra un fascicularis. Su di loro hanno testato dei vaccini.

Oltre a farsi rodere lo stomaco dalla rabbia, si apre anche il cuoricino vedendo un meraviglioso gruppo di tonkeana sulle quali sta lavorando Elena. Ho imparato quasi a riconoscerle tutte. Il mio preferito è Sherlock (Elena non mi odiare). Ha una classe nel prendere le noccioline, nello sbucciare e nel levargli la pellicina, che nessuno ha. Ha una delicatezza nel prendere i fili d’erba attraverso la rete, che gli altri se la possono solo sognare. E’ veramente un signore, nelle espressioni e nei modi di fare. Modi che il caro Uttar dovrebbe solo imparare, e dovrebbe porsi due domande sul perché è l’ultimo dei maschi. Comunque caro Uttar un po’ ti voglio bene, sicuramente mi sei rimasto impresso.
E poi beh, le piccole tonkeana come Hannibal e Arjuna ci hanno fatto passare ore e ore 🙂
E mentre le ore passavano, il nostro caro asinello Equus asinus era sempre lì a farci compagnia. Un po’ molesto, ma molto simpatico e molto sbaciucchioso, anche se dimostrare affetto con le mozzicate non è proprio il massimo 🙂 . Lui vive insieme a 3 maialozzi Sus scrofa domesticus che credo di aver visto solo dormire. Stavano sempre a dormire in mezzo alla paglia e le capre Capra hircus gli montavano sopra e stavano là, con tutte e 4 le zampe sopra di loro. E poi ho visto i daini Dama damae un cerbiattino Cervus elaphus!che tenerezza 🙂

Mentre ci si dirige alla fine del parco per vedere le linci Lynx lynx si passa vicino al altri asinelli Equus asinus e ai lama Lama glama. Avevo paura che mi sputassero in un occhio, anzi ne avevo la certezza, ma volevo toccarli. Sono morbidissimi. Sono zozzi, ogni cosa gli si incastra nel pelo e non si leva più, ma sono mooooooorbidi da morire.
E poi le linci Lynx lynx…sono di un’eleganza e di una bellezza fuori dal comune, con queste orecchie sormontate da ciuffetti di pelo e occhi contornati di nero che neanche Cleopatra.

Alla fine, ultima cosa vista, sono state le scimmiette minuscole in serra. Oltre a due tartarughe di terra Testudo hermanni ci sono una scimmia scoiattolo Saimiri sciureus, che è molto piccola e veramente bella, e gli uistitì Callithrix jacchus. Ma dico, ma possono esistere esserini così belli?!Sono le scimmie più piccole al mondo, erano grosse più o meno come la mia mano, con delle manine piccoline. Sono proprio belle. Qui maggiori info.

E’ stata un’esperienza veramente unica, conoscere da vicino dei primati, evolutivamente così vicino a noi, è stato molto emozionante. Conoscere le storie di ognuno, farsi prendere dalla rabbia per loro, perché sono stati strappati dalla loro casa per costringerli a vivere con umani in un ambiente diverso dal loro o per essere messi in un centro di sperimentazione e vivere il resto della propria vita traumatizzati e in solitudine per non essere un pericolo per gli altri. E’ stato bello vedere da vicino tutti questi animali curati da persone che li amano, però il fatto è che lì non ci dovevano stare. Cattivik, Gaetano, Siri, le bambine, Castore e Polluce, lì non ci dovevano stare. Estirpare un essere vivente selvatico e costringerlo a vivere in un ambiente domestico è uno dei gesti peggiori che un essere umano può fare per dimostrare la propria superiorità. Perché una volta che l’animale selvatico è cresciuto in cattività non può essere rimesso in natura, non sopravvivrebbe.

Ma, ormai il danno è fatto. Credo che ormai l’importante sia far capire che possedere animali selvatici non ti fa più figo. Come non ti fa figo avere un SUV. Tenere in casa un animale selvatico, che sia scimmia, lince o tigre è veramente da ignoranti.
E andare nei circhi o negli zoo per vedere gli animali è ancora più da ignoranti. Il circo è una delle porcate peggiori che un uomo possa fare. E ci portano i bambini.
Liberare gli animali dai circhi o dai centri di sperimentazione e andare a vederli in posti come il parco dell’Abatino è meglio, gli animali si vede che stanno bene, anche se non sono come a casa loro, e non torneranno mai a casa.
Boicottare i circhi e boicottare le aziende che testano i prodotti sugli animali sicuramente è significativo.
Per info sulle aziende: guida LAV

Per andare al Parco dell’Abatino (che oltretutto non riceve sovvenzioni pubbliche, quindi spingerò affinché tutti lo sostengano e donino il 5×1000 a loro): http://www.parcoabatino.org/

Poi però una volta finito di visitare il parco tornavamo a casa di Elena e quello che trovavamo era questo

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4 pensieri su “Un posto meraviglioso: il Parco dell’Abatino

  1. Meraviglioso questo rifugio, prima o poi devo andare!
    Conosco Laura, la biologa che insieme al marito lo ha fondato, ne ho parlato nella ricetta “farifrittata ai carciofi delle bimbe e dei bimbi chef”!
    abbiamo molte cose in comune! La Sabina è veramente bella… ma tu dove stai?
    a presto!
    😉

    • Il parco è MERAVIGLIOSO. Ti giuro che non avevo mai sentito qualcosa di simile, molta empatia.
      E poi per me che adoro le piante è veramente il posto perfetto. E poi se conosci Laura allora non hai scuse, devi andare a trovarla 🙂

      Belli i Ratti della Sabina, sono stata ad un loro concerto a Fara Sabina un paio d’anni fa. Io sono a Torino, ma negli ultimi anni sono stata spesso a Passo Corese e quindi quelle zone lì bene o male le ho viste 🙂

  2. Oddio ma questo parco è una meraviglia 🙂 ❤
    Tutti gli animali…. Stupendo… Senza parole…
    E i micietti… *__* Oddio muoio!!!!

    • se ti capita facci un salto!sono aperti al pubblico la domenica e secondo ne vale veramente la pena. Io non ho messo tante foto perché alla fine gli animali sono chiusi nei recinti, e mettere foto di faccine espressive dietro ad una rete non mi sembrava il caso, però veramente secondo me merita un viaggio.
      e i mici…un giorno sono stata male e loro sono stati con me tutto il giorno sul divano, uno sulla pancia l’altro sulle gambe a poltrire tutto il giorno 🙂
      che tenerelli!

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